che inizia intorno al 1970 e vede come primi protagonisti gli appartenenti al Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, i quali, più che dalle pesantissime condizioni di vita e di lavoro, vogliono emanciparsi dall’isolamento politico e sociale in cui versano per conquistare dignità di lavoratori tra lavoratori di un Paese civile e democratico.
Il 21 dicembre 1974 all’Hotel Hilton di Roma si celebrò la prima Assemblea nazionale del Movimento, che così usciva dal periodo “clandestino” con duemila poliziotti provenienti da ogni parte d’Italia unitamente ai Segretari Generali di CISL CGIL UIL ed ai rappresentanti di tutte le forze politiche.
L’8 febbraio 1975 ad Empoli, dove due colleghi erano caduti in un conflitto a fuoco con un terrorista di estrema destra, il Movimento organizzò una manifestazione nel segno della solidarietà e partecipazione al grave lutto e furono approfonditi in otto punti gli obiettivi della categoria.
Il punto di non ritorno sul cammino della Riforma si realizzò con la circolare n. 555/318 del 9 ottobre 1976 emanata dal Ministro degli Interni Francesco Cossiga che autorizzava il personale civile e militare della Pubblica Sicurezza a riunirsi in Comitati per esprimere liberamente giudizi ed opinioni relativi alla riforma del Corpo.L’assemblea si svolse in un clima di ottimismo anche per l’impegno del Ministro Cossiga a presentare, entro breve tempo, un progetto di legge organico per la riforma dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza.
Il 14 luglio 1977, riuniti di nuovo a Roma i quadri del Movimento, presero atto che l’impegno del Ministro Cossiga a presentare, entro breve tempo, un progetto di legge organico per la riforma dell’Amministrazione della P.S. non era stato mantenuto.
Il primo luglio 1979 a Roma, insieme a CISL – CGIL – UIL, 1500 delegati decisero di dare inizio alle adesioni formali al sindacato di Polizia, con un regolare tesseramento a partire da gennaio 1980.I primi anni del SIULP
Consiglio Generale e Direttivo Nazionale si riuniscono frequentemente per venire incontro al bisogno delle strutture territoriali di informazioni e direttive utili a coinvolgere ed indirizzare i lavoratori sugli obiettivi prefissati.
Obiettivi né semplici, né facili per una categoria del tutto inesperta sulle tematiche sindacali e con una controparte determinata ed espertissima nella strategia del “muro di gomma”.
Per questo, il 3° Consiglio Generale di Rimini (gennaio 1983) nell’approvare la piattaforma contrattuale raccomandava: “un più stretto raccordo con le Federazioni Unitarie CISL – CGIL – UIL, soprattutto a livello periferico”.
Il 1° Contratto nazionale di lavoro fu approvato dal Consiglio Generale convocato a Roma il 18 dicembre: circa un anno di mobilitazione e manifestazioni in tutta Italia per conquistare il primo importante strumento che concretizzava il principio di autotutela dei lavoratori di Polizia.
Principio che sarà rafforzato dall’accordo sulla contrattazione decentrata, firmato a luglio 1984, che assegna un ruolo di agente contrattuale alle strutture territoriali, confermando la natura di sindacato di base del SIULP.
Con l’adesione alla UISP (Union Internationale Des Syndicates de Police), si allargavano gli orizzonti culturali e politico-sindacali per acquisire le esperienze necessarie a consolidare il ruolo propositivo dell’Organizzazione.
Ad Isola delle Femmine (Palermo) nel maggio del 1985 oltre 420 delegati in rappresentanza di tutte le provincie italiane, CISL – CGIL – UIL e gli esponenti dei partiti politici danno vita alla 1° Conferenza di Organizzazione del SIULP che sancisce un ulteriore avanzamento della maturità sindacale della categoria e della capacità organizzativa.
Questo salto qualitativo del Sindacato Unitario lo si rileva nella piattaforma rivendicativa per il 2° contratto nazionale di lavoro approvata il 25 luglio 1985 dal Direttivo Nazionale.
Infatti, oltre ai miglioramenti retributivi si propone l’istituzione del Comparto Sicurezza, come area contrattuale omogenea nell’ambito del pubblico impiego; nonché l’individuazione di tre grandi “Settori” per una diversa articolazione organizzativa della Polizia di Stato.
Il SIULP conferma così la sua soggettività politica e l’indirizzo per un rafforzamento delle capacità operative degli Apparati di Polizia e per una “Vertenza Sicurezza” che coinvolga i cittadini sulle tematiche per una nuova politica della Sicurezza pubblica.
D’altra parte, in questo periodo, il Paese è scosso dall’assassinio a Roma di Ezio Tarantelli, intellettuale di area CISL, da parte delle brigate rosse, mentre a Palermo la delinquenza mafiosa alza il tiro sulla Polizia di Stato con gli omicidi dei colleghi Beppe Montana e Ninì Cassarà funzionari della locale Squadra Mobile.
Il nuovo regolamento per i Reparti Mobili (febbraio 1986) e il cosiddetto Atto Senato 56, impegnano il SIULP in un’azione di stimolo e di vigilanza per ottenere che tali atti normativi fossero a favore della categoria e non consentissero spazi di “rivincita” per chi sperava ancora di bloccare o ritardare l’attuazione della Legge di Riforma 121/81.
Il 1987, si caratterizza per le manifestazioni a favore della Vertenza Sicurezza che le strutture regionali e provinciali del SIULP organizzano in tutta Italia, in coincidenza con i Congressi territoriali in vista della 2° Assise nazionale della categoria.
SIULP – CISL – CGIL – UIL, al massimo livello di rappresentanza manifestano contro il terrorismo al Teatro Brancaccio di Roma stracolmo di colleghi provenienti da tutte le provincie.












